NADIA aderente alla rete FOCSIV sostiene la campagna di raccolta fondi della Fondazione New Humanity International per affrontare l’emergenza.
Le autorità governative non hanno le strutture e le capacità logistiche adeguate per far fronte ai gravi bisogni del Paese.
La risposta alle urgenti necessità della popolazione è rallentata anche dall’interruzione di molte vie di comunicazione, dalla mancanza di corrente e dalle restrizioni a muoversi imposte dalla giunta militare. Dobbiamo intervenire in modo rapido ed efficace a fianco della popolazione, già molto provata dalla guerra civile in corso da 4 anni e dall’alluvione di settembre dell’anno scorso.
In particolare si interviene nella città di Taunggyi, a 150 Km dall’epicentro del sisma, dove la Fondazione New Humanity lavora da tempo.
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New Humanity ha avviato, attraverso il Centro Pime, una campagna di raccolta fondi per coprire le innumerevoli spese previste per la fornitura di generi di prima necessità e avviare progetti di assistenza a lungo termine che si renderanno necessari nei prossimi mesi. Come Focsiv collaboriamo e sosteniamo la campagna di raccolta fondi:
https://dona.centropime.org/terremoto-myanmar-thailandia/
La testimonianza |
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Qui nella città di Taunggyi il centro storico è stata la parte più colpita, con danni a edifici che però non hanno coinvolto persone. L’edificio più colpito è stato proprio la Cattedrale, dedicata a San Giuseppe. Grazie a Dio il terremoto non è accaduto durante la celebrazione della Via Crucis, normalmente molto partecipata, perché sarebbe stata una strage. Tuttavia, c’è molta tristezza per i danni alla Cattedrale, che in questi anni di guerra era diventata simbolo di speranza e di raduno dei tantissimi sfollati che negli anni hanno trovato rifugio a Taunggyi. Anche questo luogo adesso è stato sottratto alla comunità cristiana. Lo scorso settembre il Myanmar era stato letteralmente travolto da un ciclone che aveva devastato aree vastissime, adesso in fase di ricostruzione. Il terremoto ha colpito zone che erano state coinvolte anche dal ciclone. Nel mezzo di tutto questo, la guerra civile. Al di là del grande spavento, ho visto volti tristi e sgomenti. Il popolo del Myanmar è paziente, pazientissimo. Sa accogliere e incassare, ma nel silenzio dei volti di oggi ho sentito forte una preghiera comune: “Fino a quando, o Signore?”. |
